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vivainformazione
politica interna
1 settembre 2011
Tutto sotto controllo?

“Ho ripreso in mano io la situazione, è tutto sotto controllo”. Berlusconi mente: la situazione non è assolutamente sotto controllo. Abbiamo dovuto aspettare il tardo pomeriggio di Giovedì per capire come il Governo avrebbe ridisegnato (per l’ennesima volta) la manovra-bis del 13 Agosto: dichiarazioni dei redditi online, carcere per chi evade più di tre milioni di euro, stretta su esenzioni alle cooperative, più tasse per le società di comodo. E un’incognita grande come una casa:

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politica interna
1 settembre 2011
La manovra del tirare a campare

Alla fine, dopo un vertice lungo quasi 7 ore, una riunione (secondo alcune fonti) tutt’altro che distesa, Berlusconi ha concordato con Bossi le modifiche al decreto del 13 Agosto.Il punto era se mantenere la manovra un'inutile opera di ragioneria o renderla ciò che avrebbe dato una svolta all'Italia. Si è scelta la prima ipotesi.

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8 febbraio 2010
Padri di un figlio morto

Padri di un figlio morto

Vorrei dedicare l’articolo del mio ritorno (sono assente sul blog da un po’) al Partito democratico che, lo confesso, non smette mai di stupirmi. Ieri sera leggevo sul televideo le notizie della giornata e, tra le notizie della sezione politica, ho trovato un intervento di Bersani che mi ha fatto molto pensare. Per Bersani, alcuni nodi stanno venendo al pettine e quindi dopo le elezioni  si potrà ragionare su come sistemare i problemi del Pd.

Credo sinceramente che questa sia solo l’ultima di una serie di ipocrisie dei vari  (perché sono tanti, troppi) leaders del centrosinistra sul Partito Democratico. I piccoli nodi che sono venuti al pettine sono in realtà dei gomitoli e sono lì da ben prima della nascita del Pd. È da sempre che la sinistra italiana è flagellata dalle decine e decine di correnti dove ognuno fa quel che vuole ed è da sempre che ci sono politici che, al posto del bene del proprio partito, vogliono il bene proprio. È proprio per questo che la sinistra è sempre stata  coinvolta nei patti delle “crostate”, che andrebbero chiamati inciuci. Perfino D’Alema, a riprova che ormai è un meccanismo così latente che non serve neppure più nasconderlo, qualche settimana fa, mentre il partito cercava di opporsi alle leggi ad personam di Berlusconi (mi correggo, ad libertatem suam), proponeva un bel patto tra destra e sinistra per far passare per via costituzionale il lodo Alfano e coronava tutto dicendo che gli inciuci, in fondo, nella politica ci sono sempre stati. Vedi il governo di unità nazionale di Moro, che era l’esempio fatto da D’Alema? Direi di no. Anzi, direbbe di no una persona intelligente. Quel governo nacque perché c’era bisogno di stabilità nel paese in un periodo in cui il terrorismo frantumava lo stato e lo faceva a pezzi. D’Alema viene considerato come uno dei più intelligenti leader della sinistra, ma è intelligente un leader che riesce a non azzeccarne una dall’inizio della sua carriera politica? Mah.

D’Alema e gli inciucini tra destra e sinistra sono solo i più evidenti problemi del Pd, quelli che si fanno notare di più. Ce ne sono altri, molti altri. Il principale è il metodo di opposizione. Il concetto che tutti nel Pd sostengono è che per vincere le elezioni è necessario essere un partito di alternativa. La scelta di una alternativa (il Pd) implica sempre il rifiuto di un’altra alternativa (Berlusconi), quindi come si può presentare una alternativa senza opporsi alle altre possibilità? Un altro problema di dimensioni elefantiache nel Pd è la scelta di una linea politica. In ogni partito deve esserci libertà di pensiero, ma al parossismo. Su alcuni argomenti è necessario avere coesione e sapersi battere senza divisioni. Invece nel Pd…mai una volta che tutti siano d’accordo. Anzi tutti sono d’accordo sul fatto che tutti devono essere d’accordo, ma dalle parole non si passa ai fatti. Una volta sono le Binetti e gli altri cattolici che sono contrari al testamento biologico, un’altra volta sono i dalemiani che non accettano un candidato, ogni volta ce n’è una.

Al contrario, il Popolo delle Libertà vince perché è compatto: tutti hanno le stesse opinioni (quelle di Berlusconi) e tutti si presentano compatti  (perché tutti sono dietro Berlusconi). Il problema del Pdl è forse l’opposto: il partito in realtà è una dittatura e le opinioni diverse da quelle del leader sono bandite. Tornando al Pd, anche le alleanze diventando un problema apocalittico. Nonostante tutto ciò che si potrebbe fare per mettere d’accordo tutta l’opposizione, il Pd cerca sempre il contentino per il caso specifico. Vedi il caso Puglia. Tutti sapevano che l’unico candidato decente sarebbe stato Vendola, ma bisognava trovare il contentino per l’Udc. Quindi, al costo di perdere le elezioni, ci si è provato anche con Boccia. Il Pd non riesce neanche a vedere le cose più in la del suo naso (citando Mary Poppins). A Brescia sono dovute insorgere le sezioni leghiste perchè si sapesse che la Lega ha candidato Renzo Bossi, figlio del segretario leghista (Nepotismo? No, successione dinastica), bocciato  3 volte alla maturità (quando non sapeva rispondere usava la scusa “A scuola non lo hanno spiegato”), famoso per aver creato un gioco on-line dove affogava gli immigrati.

Questi problemi sono tutti aperti nel Pd da anni: perché dobbiamo aspettare di perdere anche le elezioni regionali per risolverli? Non possiamo sistemare le cose adesso?  Daniele Luttazzi aveva ragione: “Il popolo del centro-sinistra è pronto, sono i partiti a non esserlo”. Mentre i ”padri fondatori” si arrovellano sui grandi principi, il partito morto. Ormai sono padri di un figlio morto.

15 dicembre 2009
Quando il Duomo arriva in testa

Quando il duomo arriva in testa

Non ho intenzione di dilungarmi troppo sul gesto compiuto da Massimo Tartaglia: è un persona con problemi mentali in cura da dieci anni, quindi la smetterei con le dietrologie relative al suo lancio della  statuetta. Ci sono pensieri della mente umana che non possiamo capire; per capire i pazzi servono altri pazzi. Non ho neppure intenzione di dilungarmi sul fatto che Berlusconi si sia esposto molto al rischio di qualsiasi aggressione né sul fatto che la scorta di Berlusconi abbia commesso leggerezze di dimensioni elefantiache (un pazzo è riuscito a tirare una statuetta addosso al premier; fosse stato un petardo oggi Berlusconi non starebbe qui tra noi). Voglio parlare invece di altre due cose ben più degne di essere trattate e che, a parer mio, dovrebbero veramente stupire e far riflettere. Vedo invece che siamo tutti occupati a scrivere letterine di auguri di pronta guarigione al premier  ed a controllare i suoi bollettini medici (come se si potesse crepare per una frattura al setto nasale: un po’ di serietà!).  

Il primo di cui penso sia il caso parlare è la forza con cui ogni schieramento politico ed ogni organizzazione, di quelle entrate in conflitto con Berlusconi, stiano cercando di trovare il vero colpevole del clima di violenza che ha provocato il lancio della statuina. C’è chi incolpa il premier, chi il pd, chi i giudici, chi Annozero (quando ho sentito Cicchicco che sbraitava contro Santoro mi è scappato da ridere), chi le varie cariche dello stato, chi la maggioranza, chi l’opposizione… Basta. Sapete che vi dico? E’ colpa di tutti, di tutta questa classe politica incapace. Questi omini che si fanno chiamare politici, quando non sono altro che politicanti da strapazzo (dal primo all’ultimo) e che non sanno neanche capire oltre che limite non si può andare. Questi politicanti che non fanno altro che non fanno altro che alimentare l’atmosfera di tensione e di contrasto che respiriamo da settimane.

Se avessimo dei politici dotati di un minimo di buon senso e di intelligenza, la smetterebbero di barcamenarsi da un grande principio all’altro (l’opposizione) e la smetterebbero di girare l’Italia mentendo spudoratamente, addirittura contraddicendosi più volte al giorno (la maggioranza). E si occuperebbero finalmente di noi, quei poveracci che dovrebbero rappresentare. Se i nostri politici fossero maturi, si sarebbero accorti tutti, dal primo all’ultimo, che il continuo attaccarsi a vicenda non avrebbe portato altro che tensione. Il dibattito è giusto, ma non è dibattito rispondere ad una accusa con un’altra accusa. Si chiama Eristica e la hanno scoperta i Greci circa 2800 anni fa. E la hanno classificata come demenziale. Pensiamoci un pochino su. E’ colpa del Presidente del consiglio che, pur sapendo che continuando ad attaccare avrebbe ricevuto solo attacchi, va diffondendo per l’Europa accuse ad ogni carica e ad ogni istituzione di questo paese. Un presidente che si comporta in questo modo è (politicamente) un suicida, che sa di star spingendo il paese ad un vicolo cieco e se ne frega. E’ colpa di un presidente del consiglio che bada più all’immagine che ai fatti, che ha bisogno dei bagni di folla per far capire che c’è ancora un cane a sostenerlo e a cui non basta il credere di fare il bene del paese, che se ne sbatte dello stato e non porta rispetto neppure per la Costituzione.

E’ anche colpa di dei giornalisti che non trovano di meglio da fare che buttare merda su altri giornalisti o su politici con idee diverse dalle proprie. E’ colpa dei giornalisti che invece di informare i cittadini su ciò che accade nel mondo, fanno editoriali per pararsi il culo dalle accuse di non aver dato informazioni. E’ colpa delle istituzioni democratiche di questo paese, in particolare il presidente della Repubblica. Una istituzione come il presidente della repubblica dovrebbe stracciarsi le vesti vedendo che chi dovrebbe governare il paese e chi dovrebbe rappresentare i cittadini si rifiuta di fare i suoi doveri e lancia attacchi contro altre istituzioni (stato che attacca stato). Un presidente dovrebbe urlare, sbraitare, incazzarsi ed imporsi al fine di far sopravvivere quel poco di istituzioni che ci restano; le istituzioni quando si attaccano tra loro, infatti, si indeboliscono. E’ colpa nostra, che ci indigniamo per ciò che vediamo ma non troviamo la forza, o la voglia, per smettere di protestare e basta ed intervenire per offrire una alternativa a questa Italia di merda. E’ anche colpa mia. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Anzi, il primo duomo.

Una seconda riflessione la vorrei lasciare a voi. C’è chi si indigna per aver trovato su Facebook gruppi inneggianti al lanciatore di duomi. Aprire un gruppo del genere è sbagliato e basta. Ma nessuno cerca le parole giuste. Su facebook cercate la parola “Mussolini”.




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13 dicembre 2009
Tutti in carrozza!

Tutti in carrozza!

Come ci imponeva l’Unione europea, da oggi (13 dicembre) sono entrati in vigore i nuovi orari delle ferrovie. Questa volta i cambiamenti sulla rete italiana sono molto vistosi. Primo tra tutti, dall’orario invernale 2010 in Italia prende il via l’Alta velocità tra Salerno e Torino. RFI va molto fiera della fine dei lavori della sua nuova rete veloce: facile quando è fatta con i soldi dello Stato. Infatti, mentre nei progetti dovevano essere le società private che la avrebbero costruita a pagare il tutto, ora si è scoperto che tutta l’opera verrà pagata con i soli soldi pubblici. Ora che l’Alta velocità è completa, per Trenitalia è ovvio che sia necessario aumentare le tariffe; il problema è che le tariffe aumentano anche sulle tratte che erano già in uso. Ma perché? Per Trenitalia gli aumenti serviranno a migliorare i servizi ferroviari. Dati alla mano, ci si accorge che è una scusa che non sta in piedi, poiché si scopre che i soldi ottenuti con gli aumenti non verranno impiegati per migliorare i servizi per i pendolari (infatti le spese per i pendolari sono totalmente a carico delle regioni). Dove finiranno allora quei soldi? Probabilmente nei servizi AV, andando ad aggiungersi alla quantità spropositata di denaro pubblico che l’Alta Velocità ha già ingerito.

Nel nuovo orario ci sono anche molti cambiamenti nel traffico ferroviario italiano con l’estero. Finalmente chiude i battenti  la società italo-svizzera Cisalpino, che gestiva  i treni di FFS (Ferrovie Federali Svizzere) e Trenitalia. I treni Cisalpino erano famosi per i loro guasti continui e per i ritardi mastodontici perfino rispetto ai ritardi di Trenitalia (tant’è che la società si era guadagnata il soprannome Cessoalpino). Il traffico tra Italia e Svizzera viene ora ripreso dalle società ferroviarie dei rispettivi paesi. Per quanto riguarda i treni internazionali per passanti per il Brennero, il servizio verrà effettuato da una società composta da LeNord (la compagnia ferroviaria della regione lombardia), DB (le ferrovie tedesce) e OBB (le ferrovie austriache). Trenitalia, che non può più fare la monopolista nei traffici con l’estero, ha deciso di fare ostruzionismo non vendendo nelle sue biglietterie i biglietti della società Lenord-DB-OBB. Si vedrà.

I treni a lunga percorrenza non AV vengono fortemente penalizzati in questo nuovo orario. Spariscono molti dei collegamenti Nord-Sud (il Trento-Roma, il Lecce-Torino), molti  IC vengono sostituiti da EurostarCity (che vanno alla stessa velocità ma costano di più) o vengono cancellati (quelli per esempio che collegavano Roma a Firenze) e sulla Roma-Bari molti Eurostar spariscono, sosituiti da EurostarCity (di minor qualità) e da Frecciargento (più costosi di prima ma con gli stessi tempi di percorrenza).

A subire i disagi peggiori, anche in questo orario, sono i pendolari che ogni giorno viaggiano sui Regionali. Molti regionali a lunga percorrenza spariscono in questo nuovo orario  ed i regionali (per far passare i treni più rapidi) vengono spesso spostati ad orari impossibili o non più comodi per i pendolari. Per esempio il Milano Centrale-Livorno Centrale delle 6.45 era quasi sempre strapieno di pendolari diretti alla Stazione di Lodi, visto che il treno successivo era alle 7.15 (per Piacenza), impiegava più tempo ad arrivare a destinazione ed era cronicamente in ritardo. Con il nuovo orario il Livorno Centrale è stato anticipato ed il treno per Piacenza è stato posticipato di 20 minuti. Il risultato? I circa 5.000 pendolari che viaggiano tra Milano e Lodi su quei due treni si ritrovano a svegliarsi più presto ed a dover prendere un treno solo invece di due.  Altri esempi? Restiamo sulla Linea Milano-Piacenza. Tra le stazioni di Milano Rogoredo e Lodi sarà attivata dalle 9 alle 17 una linea suburbana (che ciò fa il giro delle stazioni di Milano), che sostituirà tutti i regionali che passavano nel vecchio orario. La gran quantità di pendolari (più di 20.000) che va verso Milano e verso Piacenza con il nuovo orario dovrà fare 2 o 3 trasbordi per tornare a casa (sempre se le coincidenze non verranno rese impossibili dai ritardi).

La musica non cambia in altre zone d’Italia. In Sicilia l’attivazione del cadenzamento dei treni regionali su alcune linee renderà molto più dura spostarsi verso le città principali. In Puglia la situazione è ancora più critica: Trenitalia ha fatto man bassa delle fermate nelle stazioni minori, ove i treni amedia percorrenza (ma anche gli EurostarCity) non fermeranno più, lasciando a piedi i pendolari.

Trenitalia purtroppo prosegue nella sua logica: fregarsene dei pendolari e fare gli affari con chi si può permettere di viaggiare bene.




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11 novembre 2009
Rutelli se ne va

Rutelli se ne va

Alla buon ora! Erano settimane che Rutelli minacciava di andarsene, ora finalmente ha tolto il disturbo. La presenza di Rutelli nel Partito Democratico si stava facendo troppo pesante. Rutelli infatti, pur essendo uno dei cofondatori del Pd, non aveva ancora capito che unirsi ad altri partiti significava riconoscersi in valori comuni e quindi dover rinunciare ad alcune posizioni radicali in cambio di maggiore forza. Ma Rutelli, come ho già detto, questo non l’aveva ancora capito e, a parere di chi scrive, non lo capirà mai. Rutelli non conosce il significato della parola convivenza, non conosce il significato della parola rinuncia, ma neppure quello della parola sfida. Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare: questo Rutelli non lo sa. Se lo sapesse, probabilmente avrebbe già fatto marcia indietro. La situazione del Pd, infatti, richiede un gioco duro.

Rutelli, visto che il partito “slitta” a sinistra dalla sua nascita, ha abbandonato. Ha gettato la spugna prima ancora di iniziare a giocare. L’unica soluzione che Rutelli ha trovato, pur di ritagliarsi di nuovo il ruolo predominante che aveva nella Margherita, è stata quella di fondare un nuovo partito per pura necessità personale, non politica. Questa scelta io la reputo estremamente sbagliata, infatti fa il gioco di Berlusconi. Se Rutelli avesse un filo di amor per le sorti del paese, oltre all’amore per il suo futuro far politica, avrebbe capito che non serve un altro partito. Sono già troppi e troppo piccoli. Anzi serve gente nuova nei partiti già esistenti. Anche per questo era nato il pd: per unire e rinnovare. Ma Rutelli, al solito, non lo aveva capito e non ha mai creduto nell’unità del pd. Forse è anche colpa di Rutelli se il pd è lentamente crollato fin dalla sua nascita. Se la ragione con cui Rutelli ha fondato il suo nuovo partito fosse reale, cioè che il pd sta soffocando gli ideali della Margherita, dal Partito Democratico sarebbe in corso una migrazione. Ma così non è. Binetti, Bobba e li altri sono stati, anzi, tra i primi a prendere le distanze da Rutelli e a dire che il Pd è qualcosa in cui è giusto credere.

Ma forse Rutelli ha fatto anche un regalo a Bersani e agli altri: da quando ha detto di voler andare via dal Pd, i sondaggi hanno dato il Pd in crescita dal 28% al 30% dei consensi. Rutelli al pd non mancherà. Ed è giusto che sia così.




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8 novembre 2009
Meritocrazia? In Rai non sta di casa

Meritocrazia? In Rai non sta di casa

La Rai scaccerà Ruffini: ormai è una certezza. Non si spiegherebbero altrimenti le dichiarazioni del Direttore Generale Masi che lasciavano intravedere questa cosa. Ruffini è stato, a parere di chi scrive e di chiunque abbia dato  una occhiata alla qualità dei programmi Rai Tre, uno dei più grandi direttori Rai degli ultimi tempi e di sicuro il migliore che Rai Tre abbia mai avuto. Partendo da uno share misero nel 2002, Ruffini è riuscito a promuovere dei programmi ottimi, in termini di qualità, e ad aumentare in modo vertiginoso lo share di una rete altrimenti destinata al fallimento.

Se Rai tre è ora la terza rete in Italia per share è solo grazie a Ruffini. È sotto la direzione Ruffini che sono comparsi su quella rete programmi di qualità come “Parla con Me” e “Blu notte” e la promozione di programmi di qualità come Ballarò e Report. Sempre importante è stata la permanenza della Satira sulla rete, a differenza delle altre reti dove la satira è stata epurata. Ricordiamo anche l’obbiettività della rete: il Tg3 è l’unico tg non censurato della Rai e l’informazione nei programmi di approfondimento arriva senza tagli. Il premio a Ruffini per il lavoro svolto è la sua rimozione.

A decidere la cacciata di Ruffini è stata ancora una volta la politica, che non rinuncia a mettere le sue manacce sulla Rai. Gran parte della colpa della cacciata di Ruffini è della attuale maggioranza. Maggioranza che non accetta critiche e neppure lo sviluppo di un pensiero personale grazie ad una informazione completa. Come giustificare altrimenti le censure ai tg Rai (escluso il TG3)? Proprio da Berlusconi vengono continuamente messi sotto accusa i programmi della rete, colpevoli di faziosità (a suo dire), che però io preferisco definire completezza. Proprio a causa della loro neutralità, la maggioranza li vorrebbe cancellare; per questo Ruffini dovrà andarsene. Anche il pd però ha le sue colpe. Se il pd avesse davvero a cuore il destino della Rai (e dell’unica rete ove può decidere il Direttore), terrebbe ben stretto a sè Ruffini, promuovendolo da qui all’eternità. Come al solito, invece, contano i giochini di corrente che hanno sfasciato il Pd e sfasceranno anche Rai Tre, non conta la bontà di ciò che si fa. Ma per sfasciare Rai Tre ci vorrà meno di quanto ci sia voluto per sfasciare il Pd. La rete, infatti, presto inizierà a perdere il suo carattere nazionale guadagnando, se così si può dire, un carattere federale. Questa ipotesi è sempre stata avversata da Ruffini, poiché la condannerebbe a perdere i suoi programmi di successo e la trasformerebbe in una tv tipo Telepadania. A tutto vantaggio di Mediaset, che avrebbe invece ben tre reti nazionali contro le due reti Rai.

A questo punto una domandina sorge spontanea. Quanto tempo resta ancora alla Rai?




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2 novembre 2009
Ciò che spaventa Berlusconi

Ciò che spaventa Berlusconi

Non è il processo Mills a spaventare davvero Berlusconi: Berlusconi sa bene, infatti, che in quel processo il suo reato verrà probabilmente prescritto o, peggio, interverrà prima il Parlamento impedendo di fatto lo svolgersi del processo. C’è però un processo che fa più paura a Berlusconi, perché lo coglie nel vivo delle sue relazioni pericolose: il processo Dell’Utri.

Marcello Dell’Utri è stato il fondatore di Forza Italia con Berlusconi e, fino a qualche anno fa, una delle figure chiave dell’impero Fininvest e della famiglia Berlusconi. Per Dell’Utri è in corso un processo, attualmente in fase di appello, per associazione mafiosa in cui è accusato di aver sostituito i precedenti riferimenti di Cosa Nostra nella politica Italiana (DC e PSI) e di aver fatto trarre vantaggi enormi alla mafia stessa in cambio di un appoggio alle elezioni. Dell’Utri è inoltre ritenuto responsabile della mediazione tra cosa Nostra e Berlusconi: basti ricordare l’assunzione del boss Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore e la trattativa tra Cosa Nostra e Berlusconi, al quale la mafia chiedeva una delle sue reti televisive. Dell’Utri sarebbe già stato condannato a 9 anni di reclusione, a 2 anni di libertà vigilata, ad un risarcimento danni di 70.000 euro e all’interdizione dai pubblici uffici. Entro Natale (l’appello, iniziato il 17 settembre, sarà composto da 10 udienze e finirà quindi prima di Natale, molto prima del processo Mills).

Il processo è però ad una svolta, la corte ha deciso di acquisire gli interrogatori, anche nella versione integrale, di Gaspare Spatuzza, boss della mafia pentitosi. Spatuzza è noto per aver ribadito la presenza di una trattativa Stato-Mafia nel 1992 e altresì rivelato molti particolari della Strage di Via D’Amelio abbattendo dei pilastri su cui le indagini erano fondate e su sui proseguivano da 18 anni, rimettendo in discussione gran parte dei fatti e colmando alcune incongruenze. Spatuzza ha però detto qualcos’altro che ci interessa. Parlando della trattativa Stato-Mafia, Lo spatuzza ha chiamato in causa Giuseppe e Filippo Graviano, arrestati nel 1994, come uomini d’onore della Mafia e li ha indicati come molto vicini a Marcello Dell’Utri e al boss/stalliere Mangano. Parlando di Dell’Utri, lo ha accusato con Berlusconi di essere i nuovi referenti politici di Cosa nostra dopo il 94. E qui sta il punto. Sia Dell’Utri che Berlusconi sono stati coinvolti direttamente da un pentito negli affari di Mafia.

Gli avvocati di Dell’Utri si aspettavano la mossa della Corte, ma di certo non speravano che accadesse. Con l’entrata in scena di Spatuzza la figura di Del’Utri è ancora più in bilico di quanto già non fosse prima e sarà dunque difficile per loro sperare in una sua assoluzione.

L’altro giorno in riferimento a questo processo (la dichiarazione è successiva alla scelta della data per l’udienza del Processo Mills, ma è di pochi minuti dopo la decisione di usare gli interrogatori di Spatuzza) Berlusconi ha dichiarato:

Anche se dovessi essere condannato resterei al mio posto”.

Ma non era così sicuro della sua innocenza? Se prende in considerazione questa ipotesi, significa che crede in questa ipotesi. La verità, è che ha paura, tanta paura, e sa benissimo che per Lui, se venisse condannato, direttamente (processo Mills) o indirettamente con dell’Utri , sarebbe la fine.




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22 ottobre 2009
Posto fisso

on-giulio-tremonti-ministro-e

"Penso che il posto fisso sia la base su cui organizzare un progetto di vita e di famiglia"

(Giulio Tremonti)

 

Penso che la frase di Tremonti dell’altro giorno di commenti da sola. L’inventore della finanza creativa, colui che ha appoggiato l’aumento crescente del lavoro precario (lo chiamava “lavoro flessibile”), ora crede nel posto fisso.

Ci fa piacere sapere che il Ministro dell’economia Giulio Tremonti non approva tutto ciò che ha fatto in passato. Non è stato il Governo Berlusconi intorno al 2000 ad incentivare il lavoro precario? Non è Tremonti che diceva: “Il liberismo corretto e adattato da alcune regole ha prodotto un livello di benessere mai conosciuto nella storia dell’umanità (21/10/2000)”?

Il liberismo, che ci ha condotti anche verso la precarietà diffusa di oggi, è una cosa buona o cattiva? Forse è cattiva; ma allora perché Tremonti, al posto di dichiarare e basta, non fa una legge per cambiare le cose? Potrebbe benissimo, basterebbe regolarizzare in modo decente  i tipi di contratti di lavoro in Italia. Qui i contratti possibili sono circa una trentina, uno più confuso dell’altro e più della metà delle possibilità contrattuali consistono in contratti a termine.  

Se Tremonti volesse davvero mettere fine al lavoro precario, metà di quei contratti li avrebbe già cancellati e sarebbe molto facile; è però più facile aspettare una settimana o due che la frase venga dimenticata, cosa probabile vista la rapidità con cui ne hanno parlato i tg e anche perché nessuno (e dico nessuno) ha  reso pubbliche, oltre alla dichiarazione che c’è sopra, le dichiarazioni di alcuni anni fa in cui il Ministro la pensava diversamente.

Per trovarle bisogna avere pazienza, ma alla fine si trovano in pagine web nascoste o nelle cronologie dei siti internet come wikipedia e si capisce quanto interessa davvero al ministro questo argomento e come la pensa.

Lui un posto fisso ce l’ha e, mi risulta, pagato profumatamente.




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13 ottobre 2009
Il patto

Il Patto

Infuriano di nuovo polemiche sul Lodo Alfano, ma questa volta l’obbiettivo non è la legge ma il Presidente della Repubblica.

Il tutto è iniziato da una ricostruzione dell’approvazione del Lodo Alfano del Giornale di Feltri, che descriveva un presunto patto tra Palazzo Chigi e Quirinale sulla approvazione della legge. Per la prima volta il Giornale, a parer mio, ha pubblicato un articolo ha ricostruito molto bene la realtà dei fatti. Iniziamo a ricostruire.

Tutto è iniziato intorno alla metà di Giugno 2008 quando, visto l’avvicinarsi della sentenza Mills (che arrivò di lì ad un anno), il Governo decise che bisognava bloccare i processi di Berlusconi. Il governo così creò un emendamento al decreto sicurezza (il 2-ter) che sospendeva tutti i processi penali in corso per fatti commessi  prima del 30 giugno 2002, cercando così di sospendere i processi di Berlusconi. Per sospendere un processo se ne sarebbero bloccati migliaia. Vista la palese incostituzionalità della norma e sentiti i pareri del Csm, Napolitano aveva deciso che non avrebbe promulgato una legge simile, mettendo i bastoni tra le ruote al governo. Così il Governo decise di creare una legge che bloccasse i soli processi di Berlusconi, inventando il Lodo Alfano. Questa è la versione ufficiale.

La versione di Feltri è ben diversa: Napolitano avrebbe concordato con Palazzo Chigi che non si sarebbe opposto ad un’altra norma al posto della blocca-processi e, sempre secondo il Giornale, sarebbe stato uno dei collaboratori dello stesso Napolitano a pensare ad una “riedizione” del Lodo Schifani, assicurandone l’approvazione della Corte Costituzionale.

La ricostruzione di Feltri è estremamente credibile ed è spiegata da alcune coincidenze. Berlusconi ha detto chiaramente, alla bocciatura del Lodo, che Napolitano non è più una figura garante, eppure il premier fino a poche ore prima incensava l’atteggiamento di Napolitano. Che ci sia qualcosa che noi non sappiamo?  Tra le ragioni per cui Napolitano aveva accettato di firmare il lodo c’era il fatto che il Presidente della Repubblica può respingere una legge solo se palesemente incostituzionale. Ma questo nella costituzione non c’è scritto. L’articolo 74 della costituzione recita:

 Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata"

Fine, nessuna postilla sulla costituzionalità delle leggi. Il Presidente della Repubblica può rimandare una legge al parlamento anche se non etica, immorale, in contrasto con i principi del popolo italiano o per altre ragioni. Questo ha un precedente anche con la Legge Gasparri che venne respinta da Ciampi al Parlamento nonostante non fosse incostituzionale.

Un’ultima ragione per cui la ricostruzione di Feltri è credibile sta nella lentezza e nella superficialità delle dichiarazioni e delle note del Quirinale: si dice rapidamente che non c’è stato alcun patto e che il Presidente è e resta imparziale. Sembra quasi che si cerchi di evitare polveroni, quando il Quirinale avrebbe il dovere di far smascherare gli errori della ricostruzione di Feltri.

Ammesso che ci siano degli errori.




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7 ottobre 2009
Non lodo Alfano

Non Lodo Alfano

“La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma” – Corte Costituzionale, 7 ottobre 2009

Il lodo Alfano è incostituzionale, lo immaginavano in molti già da tempo. Perfino alcuni della maggioranza che ha votato il Lodo avevano già espresso timori che la legge non sarebbe passata alle Corte Costituzionale.

La Corte, come si legge nella nota, ha bocciato a maggioranza (9 voti su 15) la legge in grado di salvare le quattro più alte cariche dello stato, anzi, mi correggo, per salvare Silvio Berlusconi  dai suoi processi. Infatti Fini, che pur ha avuto la possibilità di usare il Lodo, ha deciso di poterne fare a meno, rendendo Berlusconi l’unico utilizzatore “finale”.

La corte poteva fare altre scelte, oltre alla bocciatura. Poteva scegliere di promuovere il Lodo considerandolo costituzionale, poteva promuoverlo chiedendo una modifica riguardante la riutilizzabilità dello scudo per le varie cariche, poteva bocciarlo per ché non era esteso ai ministri (i ministri sono considerati giuridicamente assimilabili al Presidente del Consiglio) o poteva bocciarlo per vizio di forma, ovvero perché uno o più articoli violavano la costituzione. Quest’ultimo caso, che è il nostro, è in assoluto il più grave.

Il Lodo è stato bocciato per aver violato ben due articoli della costituzione: l’articolo 3 della Costituzione, che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, e l’articolo 138, che stabilisce che per legiferare in materie così importanti sono necessarie leggi costituzionali.  In particolare la violazione di quest’ultimo articolo porrà un ostacolo abnorme nel caso si volesse far approvare un nuovo lodo: servirà una legge costituzionale, ovvero ci vorranno 2 votazioni per entrambe le camere a distanza di almeno 3 mesi e se alla seconda votazione i voti a favore non saranno almeno i 2 terzi del totale potrà essere richiesto un referendum da parte di 5 consigli regionali o da un quinto dei membri di una camera. In pratica c’è tutto il tempo per condannare finalmente Berlusconi.

Questa bocciatura ha una sostanziale differenza da quella del lodo Schifani del 2003: mentre nel 2003 il comma che bloccava i processi penali era stato bocciato per la presenza della protezione anche per il presidente della Corte (che è già protetto dalla costituzione), questa volta l’articolo che ha lo stesso contenuto è stato bocciato per il suo contenuto, non per un errore formale. Un bello smacco anche per Napolitano, che non aveva ravvisato violazioni della Costituzione e aveva firmato la legge senza fare storie.

Vedremo se per una volta in Italia la giustizia funzionerà a dovere.

Ma Berlusconi ora ha altro per la testa: ha dichiarato che la corte è diventata faziosa, che non è più democratica e che non è più un organo di garanzia, quindi – dice sempre lui – non potrà rispettare il responso della consulta. Mi chiedo come.

Ci mancava solo la corte costituzionale incostituzionale, che tradotto significa una corte costituzionale che non esegue gli ordini del Presidente del Consiglio. Da quando è la maggioranza a decidere quale organo dello Stato è di garanzia e quale non lo è? Non lo era fino a stamattina, o forse è cambiato qualcosa?




permalink | inviato da Giogclip il 7/10/2009 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
30 settembre 2009
lo scudo fiscale

Lo scudo fiscale

In Italia arriva lo scudo fiscale, ma più si avvicina la sua approvazione in parlamento meno si capisce cosa veramente prevede.

Lo scudo fiscale permette a quegli evasori fiscali che hanno depositato delle somme di denaro, anche illecite, all’estero di riportarle in Italia pagando solo una penale del 5% sul totale del rimpatriato. Di questa misura si possono servire anche società e singoli individui che avessero già  commesso in passato il reato di Falso in Bilancio. Tutto qui, sfortunatamente.

Detto così sembra una cosa legittima, ma si tratta di un orribile condono, come svelato da Gasparri a Ballarò. Un condono fatto dal Ministro celebre per la sua frase “Mai più condoni” (Ormai quelli della maggioranza non si mettono neanche più d’accordo sulle definizioni). Un condono che va ben oltre i condoni precedenti: mentre i condoni dello scorso governo Berlusconi erano limitati all’Italia ed avevano un bacino di raccolta dei capitali abbastanza contenuto, questo condono permette a tutti di far rientrare i propri soldi in Italia pagando la bassissima imposta del 5% del totale. In condizioni normali la penale da pagare è intorno al 50% della somma evasa. I delinquenti quindi si tengono il 45% in più dei soldi evasi rispetto ad una normale procedura: sembrano i saldi.

Lo scudo fiscale, cosa ancor più grave, è rivolto a tutti gli evasori in modo indiscriminato. Possono avvalersene comuni evasori, riciclatori di denaro sporco, mafiosi e molti altri delinquenti, e da qualche giorno (grazie ad un bell’emendamento del pdl) anche i condannati  per falso in bilancio possono usare questo comodo strumento per riciclare il denaro. Dico riciclaggio di denaro perché è quello che accade: un mafioso che ha messo all’estero dei soldi ottenuti da attività illecite in Italia può sanificare le somme (magari guadagnate spargendo sangue) rendendole candide e pulite agli occhi dello Stato, che non ci guadagna per niente ed anzi ci perde rispetto a dei controlli a tappeto. Stato  che non può conoscere neanche il nome degli evasori.

Lo scudo fiscale garantisce, infatti, anche l’anonimato agli evasori che ne fruiscono. Il risultato? Non sapremo mai chi ha evaso il fisco portando i suoi soldi in Svizzera, per esempio. Per fruire dello scudo fiscale ci si potrà rivolgere ad un normale commercialista o ad una banca mentre l’Agenzia delle Entrate viene esclusa da questo compito. Doppia beffa.

Secondo le stime di Tremonti, all’estero ci sarebbero circa 300 miliardi di euro di evasori Italiani e, sempre secondo il Ministro, una buona parte di essi ritornerà in Italia. Vorrei però ricordare che Tremonti aveva pure stimato intorno ai 100 milioni il patrimonio evaso in Sicilia recuperabile con uno degli ultimi condoni, non recuperando neppure 6 di quei 100 milioni. In Italia ormai tutti sanno che prima o poi un condono arriva.

Io non mi fiderei troppo della buona fede degli evasori. In quanto evasori hanno già infranto la legge una volta, quindi perchè dovrebbe essercene qualcuno in buona fede? Da quando un evasore fiscale evade le tasse piangendo per giorni per l’atto disgustoso appena compiuto? Come fa un Ministro ad essere così ingenuo?

Sempre Tremonti ha assicurato che non saranno importati in Italia soldi criminali. Tralasciando il fatto che mi sembra difficile definire dei soldi non dichiarati più o meno criminali (infrangono tutti e comunque la legge), nel testo del provvedimento non sono previste particolari limitazioni di accesso, quindi in base a cosa possiamo dire che i soldi non saranno soldi criminali? Vogliamo affidarci alla stessa buona fede che fa evadere le tasse ad un italiano su 4?

Lo scudo fiscale viene difeso in questi giorni dicendo che anche negli altri stati lo si utilizza, ma non si dice che gli scudi fiscali esteri sono molto diversi. Prendiamo gli Stati Uniti: in America possono usare lo scudo fiscale tutti quelli che hanno dei soldi all’estero versando allo Stato il 49% (35% tassa per la sanatoria + 14% tassa per l’evasione) dei guadagni rimpatriati, e non ultimo gli elenchi degli evasori sono resi pubblici. Lo scudo non è gratis.

Torniamo in Italia. Anche stavolta il PD ha fatto la sua parte. Alla votazione alla camera sulla pregiudiziale di incostituzionalità, che poteva seppellire definitivamente questo maxi-condono, erano presenti solo 483 deputati, 267 della maggioranza, 215 dell’opposizione. A differenza di IDV e UDC (che erano quasi al completo), il partito democratico ha portato in aula 59 deputati in meno dei suoi totali, 59 deputati che avrebbero potuto ribaltare gli esiti della votazione. Per la leggerezza di un partito un abominio non è finito nella tomba. Riflettiamo anche su questo.




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25 settembre 2009
Andreotti in treno

Andreotti in treno

Andreotti, qualsiasi cosa si dica su di lui, su una cosa aveva ragione: “In Italia ci sono due tipi di matti:
quelli che pensano di essere Napoleone e quelli che credono di riuscire a far funzionare le ferrovie”.

Ecco la riprova. Dal 2011 entrerà nel mercato ferroviario ad Alta Velocità l´azienda privata NTV Nuovo
Trasporto Viaggiatori.

NTV è controllata al 33,5% da MPD Holding di Montezemolo e della Valle (che sono azionisti di maggioranza), al 20% da intesa-San Paolo, al 20% dalle ferrovie Francesi, al 15% da Generali e al 2,5% da altre 3 piccole aziende: in pratica da fior fior di imprenditori. Questa nuova società è stata la prima azienda privata ad operare su una rete nazionale in Europa, quindi è stata agevolata con tariffe speciali per l´uso dei binari ad alta velocità (140 milioni di euro all’anno). I 140 milioni sono però
totalmente insufficienti alla manutenzione delle linee, il cui costo ricadrà per almeno la metà su RFI, che quindi ci perderà in capitale. Ad NTV è stato anche concesso l´inconcepibile privilegio di scegliere le tratte desiderate agli orari preferiti, a differenza di Trenitalia. Risultato? NTV sceglierà le corse
privilegiate a scapito di Trenitalia, che potrà usufruire solo degli orari meno redditizi. Non dimentichiamo che a causa di questo gioco perverso NTV potrà agire da quasi monopolista e anche qui la storia insegna.

Ecco un po´ di numeri sull´alta velocità per farvi un esempio:

- Milano-Roma Non Stop: Trenitalia 2 corse Alta Velocità Andata/Ritorno, NTV 3 AV A/R

- Milano-Roma: Trenitalia 12 AV A/R, NTV 14 AV A/R

- Bologna-Firenze: Trenitalia 15 AV + 2 Frecciargento A/R, NTV 18 AV A/R

- Firenze-Roma: Trenitalia  16 AV + 2 Frecciargento A/R, NTV 18 AV A/R

- Roma-Napoli: Trenitalia 12 AV+ 2 Frecciargento A/R, NTV 16 AV  A/R

- Napoli-Salerno: Trenitalia 2 Frecciargento A/R, NTV 5 AV  A/R

- Roma-Bari: Trenitalia 4 non AV A/R, NTV 3 AV A/R

-Torino-Milano: Trenitalia 3 AV + 4 non AV A/R, NTV 8 AV A/R


Questi numeri porteranno a due conseguenze: Trenitalia perderà denaro, nonostante l´Alta Velocità sia,  fino ad ora, l´unico settore ferroviario in cui Trenitalia, e badate bene non le casse dello stato, abbiano guadagnato. La seconda conseguenza è più subdola, ma non meno importante: avete notato la scarsità di corse FS rispetto a quelle NTV? Questo accade perché Trenitalia ha tagliato dei treni  non più convenienti. Se viene raddoppiato il numero di treni altrettanto non accade con i passeggeri: possiamo immaginare che NTV non riuscirà né a pagare il servizio passeggeri né a sopravvivere su alcuna linea. NTV dovrà anche restituire un prestito da 600 milioni di euro a Corrado Passera che era necessario per poter acquistare i treni veloci. Quindi l´azienda privata si farà all´italiana: privato si, ma con i soldi pubblici.
A riprova di tutto ciò c´è un regalo fatto a Montezemolo dal Governo Prodi. Nel 2007 è passato un emendamento proposto da Rifondazione Comunista in cui si impegnava il CIPE a valutare entro
il 2010 la possibilità di sovvenzionare la nuova società. Naturalmente il CIPE è stato ben attento a non far brutti scherzi ad alcuni dei più importanti imprenditori italiani, quindi alcuni giorni fa si è deciso che NTV sarà sovvenzionata con 600 milioni di euro statali. Senza neanche chiedere un parere ai diretti interessati, che comunque immagino non si faranno problemi.
L´Alta velocità farà così perdere allo Stato altri 600 milioni, sommati ai 13 miliardi di euro di debito pubblico prodotto da TAV spa (l´azienda che produce le linee). Ne vale veramente la pena?

N.B.
Per la gestione del traffico Alta Velocità non è neppure stata fatta una gara d´appalto internazionale, come  prevede la legge europea. Quindi NTV si è vista affidare la licenza di trasporto ferroviario senza nemmeno subire la concorrenza. Più facile di così?




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20 settembre 2009
Brunetta sbotta

Brunetta “sbotta”

Da Arezzo, ieri Brunetta ha avuto di nuovo uno dei suoi “sbotti” ; ormai abbiamo capito che è fatto così. Brunetta alterna momenti in cui ciò che dice è molto condivisibile ad altri in cui deve eruttare tutta la bile che ha in corpo contro qualcuno: questa settimana il bersaglio del Ministro è (tanto per cambiare) la cattiva sinistra, colpevole di architettare un colpo di stato.

Immagino che quando D’Alema avrà letto le dichiarazioni di Brunetta sarà saltato dalla sedia: magari la sinistra avesse in mente un colpo di stato! Significherebbe che la sinistra italiana ancora pensa ad opporsi al governo!

Ma Brunetta non attaccava tutta la sinistra, attaccava solo la sinistra “elitaria e parassitaria” che si occupa solo di bilanci editoriali e cerca la spallata al Governo. Che fa la “cattivona” insomma. Se questo discorso avesse un senso, Berlusconi sarebbe di sinistra: gestisce anch’egli una società editoriale (quella de Il Giornale) e, sempre che non mi sbagli, durante il Governo Prodi aveva il solo interesse di dare la spallata al Governo, cosa riuscita anche molto bene.

Naturalmente Berlusconi non è un brutto comunista, perché queste accuse sono solo una scusa per imputare gli avversari di molto altro. Quello che si critica all’opposizione è, come al solito, l’opporsi; il Governo pretende che l’opposizione sia sempre disponibile a trattare su tutto, ignorando gli attacchi che arrivano ad ogni ora del giorno. L’opposizione è parassitaria perché adempie ciò che è il suo compito: opporsi. Non è elementare?

Sempre per Brunetta, la sinistra buona (ma qual è?) dovrebbe riprendere gli ideali di anni fa: quelli dei governi balneari con la data di scadenza, quella di Bettino Craxi (cioè il disprezzare la costituzione e lo stato), quella dei mezzucci. Un ritorno al passato della prima repubblica, insomma. La sinistra da cui, appunto, provengono Gianni Letta, Bonaiuti e tutti gli altri Berluscones. Essere buoni, in pratica, significa essere uguali ai componenti del Governo. Ma forse – e questo è un mio parere - sta qui l’errore.

È incredibile che in un paese democratico del 21° secolo un Ministro della Repubblica possa permettersi di insultare esplicitamente dei movimenti politici. Poi ci si offende per una stupida vignetta.




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16 settembre 2009
Porta a porta speciale reality

Porta a porta speciale reality

Ieri sera è andata in onda su Rai Uno Porta a Porta speciale sulla consegna delle case ai terremotati. Potevo perdermelo? Naturalmente no: così ho rinunciato alla fiction con Garko per la fiction con Berlusconi. 

Quello che si è visto e sentito ieri sera a Porta a Porta è stato un lungo monologo del Cavaliere su di se, non sui terremotati: si è parlato di case nei primi 30 minuti, dopodiché il premier ha iniziato a parlare di tutto e di più ed ha persino dato dei “farabutti” ai giornalisti. Quindi prima di continuare a scrivere mi auto-iscrivo alla categoria. 

La parte (minuscola) dedicata al terremoto de l´Aquila è stata assai deludente. Il presidente del consiglio ha parlato nei video e in studio con Vespa della consegna delle case senza  contraddittorio, anzi il sindaco Cialente è entrato in studio solo verso la fine dell´approfondimento.

Quello che si è sentito e visto è stato un contenuto deviante: nelle immagini si sono viste solo le casette di Onna, che ospiteranno meno di 2.000 persone, e alcune case in costruzione. Non si è nemmeno parlato delle tendopoli, del freddo che i terremotati sopportano e del fatto che in molti non sanno ancora dove andare dopo la chiusura delle tendopoli. Secondo Berlusconi i terremotati saranno in case entro fine SETTEMBRE (e ha detto settembre) appena dopo aver detto che saranno necessari circa 150 giorni per la costruzione delle case antisismiche. Non si è nemmeno parlato di quelle persone che non andranno a vivere nelle case antisismiche, ma che hanno una casa nel centro storico totalmente distrutta che verrà sistemata entro (secondo le stime di Palazzo Chigi) 5-10 anni. Niente case quindi.

C´è poi da dire che le case di Onna non sono quelle della ricostruzione: le case che si sono viste sono solo alcune villette costruite con i soldi donati da alcune regioni. Le ricostruzioni in video dei lavori in corso sono state anch´esse fatte in modo molto parziale. Lasciando perdere gli errori fisici (operai sporchi di fango che montano armadi in casa, gru da cui gli operai esaltano Berlusconi, posizionate in luoghi poco probabili, applausi registrati in studio e nei video…) ci sono stati molti errori di concetto.

Non si è detto che le case antisismiche, nonostante siano costruite su dei piloni antisismici in acciaio, non sono completamente sicure: i nuovi quartieri sono in costruzione in una zona dove si è capito che il terreno in profondità è estremamente morbido ed instabile (quindi inadatto a costruire). Non si è neanche detto che alcune delle imprese che stanno effettuando i lavori sono le stesse che hanno costruito le case di sabbia. Non si è parlato neppure dei motivi degli scetticismi degli abitanti della città.

Il terremoto de l´Aquila è stato ridotto ad un reality in cui i cittadini servono solo come comparse per inondare il programma di lacrime. Dopo il minuscolo capitolo dedicato alle case di Onna, a Porta a Porta si è parlato solo delle opinioni del Presidente del Consiglio sull´informazione, sull´opposizione e sulla magistratura senza neppure organizzare un minimo di contraddittorio, rendendo la trasmissione un semplice pulpito per gli annunci di Berlusconi. E si sono sentiti i soliti attacchi ai giornalisti, questa volta corredati da insulti, i soliti attacchi alla magistratura, le solite rassicurazione sulla maggioranza e una lista lunghissima di presunti atti e promesse dell´opposizione: aumentare l´ici (quando dall´opposizione è stato ridotto), introdurre nuove tasse ecc ecc. 

Anche Vespa ha aiutato molto l´ospite “d´onore”: le domande rivolte al premier sono state sempre estremamente vaghe(“Lei è il proprietario di 3 grandi televisioni private e come Presidente del Consiglio esercita la sua influenza anche sulla Rai. Questo viene giudicato pericoloso per la libertà d´informazione in questo paese e c´è una mobilitazione questo fine settimana. Lei avverte il peso di questo conflitto d´interessi?”. Berlusconi svia la domanda e Vespa capisce che deve cambiare argomento) e spesso addirittura contenevano già il pensiero di Berlusconi, che si doveva limitare a dire solamente sì. 

Ci si lamenta di Santoro e non si vede cosa va in onda 4 giorni alla settimana in seconda serata: un´incensazione al presidente del consiglio (onnipresente da Vespa). Tutto questo per cosa? Per il rinvio di 3 programmi televisivi (di cui uno Mediaset), per un misero share e per 500mila euro in pubblicità finiti nel cestino.  Finalmente un uso criminoso fatto come si deve. 




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14 settembre 2009
Lo sporco Lavoro di Feltri

feltri

Ormai il lavoro che Feltri sta svolgendo è palese a tutti. Se fino a qualche ora fa era possibile classificare gli attacchi a Dino Boffo ed a Fini come semplici attacchi, ormai si capisce che il progetto di Feltri è un altro: distruggere chiunque osi scalfire la figura di Berlusconi. E’accaduto a Boffo, reo di avere scritto un durissimo articolo contro il premier intitolato “Più Sobrietà, Cavaliere”, e sta accadendo a Fini, che ha l’unica colpa di credere nella democrazia anche all’interno del Pdl.

Il problema per Berlusconi è che democrazia significa espressione libera di opinioni, e libere opinioni significa far venir meno la presunta compattezza del Pdl che nell’immaginario collettivo. Ricordate quante correnti componevano AN?  Troppe, tanto che Fini ha avuto parecchie difficoltà a reggere il partito. Ricordate invece quante correnti aveva Forza Italia? Nessuna, perché Forza Italia era un partito nato per riempire i seggi del Parlamento, visto che Berlusconi materialmente non poteva. Il Pdl è quindi l’unione di un partito a immagine e somiglianza del suo leader e di un partito dilaniato internamente da correnti. Il problema è che Berlusconi pretende che il Pdl sia la fotocopia in grande di Forza Italia.

Questo Fini non lo vuole: non ha alcuna intenzione infatti di piegarsi al silenzio (sconcertante) che viene imposto nel suo partito e questo gli sta provocando gli attacchi di Feltri (che ormai sono definibili con le parole “filippica isterica”).

Non si è mai visto in una democrazia moderna un giornale che usi l’informazione per ricattare persone. Feltri dice che “Si potrebbero ripescare vicende piccanti”: se fosse un vero giornalista avrebbe avuto il dovere di pubblicare queste notizie anni fa, quando i fatti sono accaduti. Ma Feltri non è un vero giornalista, è un uomo che usa le notizie scomode per distruggere persone scomode e nasconde il resto.

 

N.b. Visto che Feltri vuole attaccare i nemici di Berlusconi, perché il Pd resta illeso? Non bisognerebbe porsi qualche domandina?




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10 settembre 2009
Una scuola con la Q

Q come SCUOLA

Tra pochi giorni, il 14 settembre, per moltissimi ragazzi finiranno le vacanze ed avrà inizio l’anno scolastico; gli altri inizieranno entro la fine di settembre, quando ormai a scuola si lavorerà a pieno ritmo. Quest’anno la scuola subirà molti cambiamenti: introduzione del maestro unico, aumento del numero minimo di studenti per classe, eliminazione delle compresenze, tagli ai precari e molto altri. Visti i grandi cambiamenti nella scuola mi è sembrato giusto dare un’occhiata per capire ciò che accadrà.

Partiamo dal maestro unico: con la sua riforma, la Gelmini ha introdotto alle elementari il maestro unico in sostituzione dei due insegnanti ed ha aggiunto, oltre al tempo pieno già presente, altri moduli di orari scolastici. Questo almeno nella riforma, ma cosa è accaduto veramente? Nei regolamenti attuativi si stravolge ciò che è scritto nella riforma stessa. Mi spiego: nella riforma si parla della sostituzione dei due insegnanti con uno unico, ma nei regolamenti si stabilisce che il tempo pieno necessita di due insegnanti. Risultato? Il maestro unico è un autentico flop: secondo dati parziali solo l’11% delle classi avrà il maestro unico. Ma c’è anche un risultato poco carino nei confronti delle casse pubbliche: con la riforma si aboliscono le compresenze, in quando non possibili con un solo insegnante, ma con due maestri per classe ci sono molte ore in esubero che non vengono sfruttate, a differenza di prima della riforma. Che fine fanno queste ore? Alcuni istituti le sfruttano su altre classi, mentre altri le abbandonano a se stesse con notevole spreco di denaro pubblico. La Gelmini ha dato altri dati: “il 69,6%, ha preferito il maestro unico di riferimento”. Ma dove?

Passiamo ai tagli ai precari: quest’anno 18.000 insegnanti precari finiranno in mezzo ad una strada dopo anni di studi, di concorsi incomprensibili e di tentativi per entrata in graduatoria. Per non pensare all’anno prossimo, quando i precari licenziati (tra insegnanti ed altri dipendenti scolastici) dovrebbero essere circa 50.000. Dopo le vistose proteste dei licenziati, il Governo ha fatto marcia indietro ed ha promesso 15 milioni di euro, non dicendo che sono soldi stanziati dalla regione Lombardia solo per un decimo dei suoi insegnanti precari (cioè circa 2.000 lombardi). Per gli altri precari arrivano solo generiche proposte: l’ultima è quella di creare una via preferenziale per le supplenze annuali dell’anno prossimo, come se il Ministero non sapesse che licenziando i precari li ha anche esclusi dalle graduatorie facendoli rincominciare da zero.

Poi i tagli sconsiderati ai fondi: se già l’anno scorso molti istituti sono stati costretti a vendere tessere per fare le fotocopie delle verifiche agli studenti, si può immaginare ciò che accadrà quest’anno.

I tagli di budget, c’è da dire, non hanno coinvolto solo gli istituti scolastici: anche gli uffici scolastici provinciali hanno avuto le loro difficoltà, soprattutto nell’assegnazione delle insegnanti. Essendoci scarsità di fondi, gli uffici provinciali in molti comuni si sono rifiutati di assegnare gli insegnanti necessari allo svolgimento delle lezioni in alcune classi (anche all’asilo). Risultato? Alcuni studenti quest’anno saranno obbligati ad andare a scuole non nella propria città, quando dove vivono una scuola c’è, unendosi agli studenti dei piccoli comuni che si sono visti chiudere le loro scuole per il basso numero di frequentanti.

Una scuola cono la Q, insomma.

 

N.b. Il problema degli insegnanti non assegnati è stato “sapientemente” risolto in provincia di Milano: l’ufficio scolastico provinciale, su spinta della provincia, ha assegnato gli insegnanti mancanti a tutti i comuni con giunta di centro-destra. Ancora una volta la politica locale pensa a peggiorare la situazione.




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8 settembre 2009
Complottissimo

Complottissimo

In Italia c’è la libera informazione.

I giornali sono liberi di scrivere ciò che vogliono, i gruppi editoriali sono liberi, i giornalisti possono fare il loro mestiere senza querele: in pratica secondo Berlusconi le polemiche degli ultimi giorni sono solo opera di un complotto. Magari, dico io: se ci fosse un complotto ci sarebbe anche un’opposizione, che però spesso manca.

Quando ha attribuito il 90% dell’informazione alla sinistra, forse Berlusconi ha saltato una riga del suo discorso, perché le cose non stanno proprio così. Berlusconi possiede Mediaset, controlla la Rai, possiede il 15% di la7 attraverso Telecom, controlla i principali gruppi editoriali italiani e, per giunta, non bada a spese per cause giudiziarie conseguenti a querele nei confronti di giornalisti colpevoli di averlo “calunniato” (c’è da dire però che, a parte il gran rumore mediatico iniziale, in pochi hanno detto come quelle cause sono andate a finire davvero).

Ultimamente perfino Feltri, fedelissimo di Berlusconi, è stato colpevole di un “uso criminoso” dell’informazione (fino ad ora attribuito a Biagi, Luttazzi e santoro); questa volta non si potrebbe dare torto al Presidente, Feltri infatti ha usato l’informazione per silurare il direttore di un giornale che aveva osato criticare le abitudini di Berlusconi,  ma le prese di distanze da Feltri sembrano più che altro una messa in scena per far sembrare autonomo “Il Giornale”. Quando si assume un direttore perché spari sugli avversari non ci si può indignare se quel direttore fa il lavoro per cui è pagato. 

E continua così, accusando a destra e a manca l’esistenza di un complotto ai propri danni.

La magistratura non deve indagare su di lui né farlo arrestare, nonostante ci siano le prove dei suoi reati, in nome di una provvidenziale volontà popolare che, oltre ad eleggerlo Presidente del Consiglio, lo rende immune alle leggi e lo giustifica davanti a tutto, anche davanti alle prostitute.

La televisione non può parlare male di lui (il che se si guarda il TG1 fa un po’ venir da ridere): anzi la Rai, in quanto televisione pubblica, ha il dovere di difendere il Governo e non può far pensare ad eventuali, e comunque umani, errori.

Neanche i giornali possono dire niente: in questo paese c’è la libertà di stampa ma non libertà di calunnia, che per chi non lo sapesse consiste nel dire cose non coincidenti con i pensieri del Primo Ministro.

Neanche l’opposizione, paradossalmente, può metter becco negli affari del paese perché facendo così renderebbe impossibile il dialogo, come se il dialogo consistesse in una voce sola.

In pratica, critica coincide con complotto, anche se le due parole hanno in comune solo la lettera iniziale.

Ce l’hanno tutti con lui.




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19 agosto 2009
Abrogare l'Italia

Che siano "boutade" estive, carezze agli elettori, parole da comizio, sbandamenti celebrali, sinceramente le dichiarazioni di Bossi mi preoccupano. Introdurre i dialetti a scuola mi sembra abbastanza stupido: imparare una lingua che parlano meno di un milione di persone contro cui l'italiano in alcune regioni fatica ancora a sconfiggere è controproducente. Al sud spesso ci sono ragazzi che parlano niente più che il napoletano. Vogliamo incentivarli? Poi perchè prendersela proprio con l'inno di Mameli? L'inno che ormai fa parte della cultura italiana e che è il simbolo della resistenza italiana contro i nemici degli italiani. Verdi (che è anche l'acronimo di Vittorio Emanuele Re D'Italia) si starà rivoltando nella tomba sapendo che il suo Va Pensiero, canzone lirica piena di patriottismo italiano, viene usato per consacrare ampolle di acqua del po' più o meno putrida.

E non parliamo di gabbie salariali, voler imporre un salario come si faceva nell'URSS.

Dal governo che ha avuto più ribaltoni nelle dichiarazioni che in parlamento ci si doveva aspettare una qualche difesa, una volta accortisi della follia contenuta nelle dichiarazioni di Bossi. Per la Lega il fatto che i giornali si indignino per mameli è solo un modo dubdolo per non far parlare delle gabbie salariali: poi non dicano che la stampa non voleva aiutarli.

Immagino che la prossima mossa sarà abrogare l'Italia: è troppo poco patriottica.

politica interna
6 agosto 2009
Febbre da caldo

Febbre da caldo: non c'è altro modo per spiegare come possa venire in mente di considerare simboli nazionali delle bandiere e dei simboli regionali. Chi propone il riconoscimento forse neanche sa che le bandiere regionali e i simboli locali sono già riconosciuti da provincie e regioni.

Il caldo a volte da alla testa, specie al nord a quanto pare.

3 agosto 2009
Traduttore Libero

 

Ancora una volta i giornali di qualche giorno fa italiani parlano di articoli di giornali inglesi. La Repubblica -Il Ft: "Silvio è una vergogna ma l'Italia non sta meglio"- mentre Libero -Il Financial Times: non è Silvio l'origine di tutti i mali italiani-.

Qui mi vengono i dubbi: uno dei due giornali sta barando. Così visito Ft.com e trovo l'articolo: Italy’s problems do not end with Berlusconi. Sull'articolo di Repubblica vengono tradotti e riportati virgolettati i vari commenti dell'autore, Geoff Andrews, solamente il titolo è una libera interpretazione. Sul giornale di Feltri invece si interpreta tanto, si aggiungono alcune parole magiche, ma sopratutto si tagliano le parti più salienti; una su tutte: "Mr Berlusconi presides over a regime built through his media empire, which includes the ownership or control of almost the entire television network and significant publishing ventures". Nell'articolo incriminato, le parti che parlano della sinistra e dei noti problemi italiani non vengono (astutamente) travisate. Ma arriviamo all'uso delle parole magiche. Si introduce l'articolo con "La notizia ha del clamoroso, vista la fonte", come se il Ft fosse a priori contro il Premier. Questo è un escamotage per dare più credito al titolo, il quale però è fuorviante: non c'è un passaggio nell'articolo originale con questo contenuto (oltretutto è una sorta di tautologia: è chiaro che i mali italiani non possano derivare da una sola persona, neanche Riina è l'origine di tutti i mali italiani...).

L'altra tecnica è manipolare le cause e le conseguenze dei problemi. L'articolo di Libero sentenzia: -Non esiste alternativa(...)al punto che[causa] riscuotono successi personaggi come Antonio Di Pietro “che recentemente ha fatto pubblicare sulla stampa estera un avviso(...)" e come il comico Beppe Grillo[conseguenze]-. L'articolo orginale dice una cosa diversa: "The situation has become so serious that Antonio Di Pietro(..)recently placed an advertisement in the international press calling on foreigners to help “save Italian democracy”. Shortly after, the comic blogger Beppe Grillo decided to stand for the leadership of the Democratic party, the main opposition party." Cioè che la situazione italiana (descritta precedentemente con il regime di Berlusconi, i problemi dell'opposizione e della corruzione politica) è diventata così grave che [causa] Di Pietro ha recentemente pubblicato l'avviso citato e Beppe Grillo si è candidato nel PD [conseguenze]. Aggiunge infine che "Both developments are symptoms of the same problem, namely that there is neither an alternative leader nor a strong movement" ("entrambli gli sviluppi sono sintomi dello stesso problema, cioè che non c'è né un leader alternativo, né un movimento forte[concausa]" ). Si capisce perciò l'intento di modificare il senso delle citazioni dell'autore inglese in modo da sminuire Grillo e Di Pietro e il motivo del loro seguito, che secondo l'articolo di Libero, sarebbe dovuto esclusivamente alla mancanza di un leader nell'opposizione. Il gioco è sottile ma ne stravolge il significato. La cosa buffa è che Repubblica invece non cita nemmeno Di Pietro e Grillo e nella frase di cui sopra viene omesso l'aggettivo forte ("non c'è né un leader alternativo, né un movimento") che potrebbe essere o una svista o un lapsus freudiano. L'omissione però può essere non casuale visto che Grillo e Di Pietro, se citati, apparirebbero come un'alternativa possibile, anche se minoritaria, e gli unici esempi di opposizione in risposta alla situazione italiana.


A questo punto per una corretta informazione converrebbe leggere direttamente i quotidiani stranieri o una loro traduzione, evitando rigorosamente il traduttore Libero.

politica interna
2 agosto 2009
Strage di Bologna - Per non dimenticare

Stragedibologna-2

Sono passati 29 anni dalla strage di bologna, da quelle maledette 10.25 in cui, nella sala d'attesa, una valigia-bomba esplose provocando decine di morti. Sono passati 29 anni di processi, accuse, interrogatori che ancora lasciano molti dubbi.

Chi fu il mandante?

24 giugno 2009
Il tg1 è morto

Si stava meglio quando si stava peggio. Almeno quando c'era Riotta a dirigere il tg1 le notizie più importanti arrivavano. Si guardava il risultato del tg attraverso lo share, ma le notizie arrivavano.

Se oggi l'informazione tv in Italia è un po' peggiore è solo grazie ad Augusto Minzolini. Con l'approdo di Minzolini alla direzione del tg, il nuovo direttore ha subito indicato un cambio di linea editoriale: più obbiettività, più imparzialità per un servizio migliore. Almeno queste erano le promesse del suo primo editoriale; invece cè stata la riduzione dell'informazione politica e la censura (velata o pesante) di alcune notizie importanti. Mentre scoppiava lo scandalo Berlusconi-D'Addario il tg1 se ne occupava superficialmente, liquidando come puro gossip l'argomento (se per voi il fatto che il Presidente del Consiglio organizzi festini con decine di ragazze, portandosene a letto qualcuna, è puro gossip, uscite da questo blog). Mentre era in atto una dura contestazione del Governo fuori da Montecitorio sul decreto Abruzzo, il tg1 mostrava la ricostruzione della casa dello studente.

Questo per chi scrive non si chiama obbiettività ed imparzialità, ma si chiama censura dell'informazione. E non sono il solo a crederlo. Il tg1 è finito come argomento nel CdA Rai, che ha notato il peggioramento della qualità dell'informazione fornita. Il sindacato giornalisti Rai, per la prima volta, si è appellato perchè Minzolini venga rimosso, vista la cancellazione dell'informazione politica dal tg. E, dulcis in fundo, mentre Daniele Capezzone (pdl) difendeva Minzolini dalle critiche di Di Pietro, il direttore, facente parte del Pdl, del quotidiano QN accusava con altri deputati del centro-destra di censura il Tg1.

Traete voi le giuste conclusioni.

24 giugno 2009
il Ritorno

dentineri

Il blog riprende vita. Cambia lo stile ma tornano i contenuti.




permalink | inviato da Giogclip il 24/6/2009 alle 13:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
politica interna
16 aprile 2009
Censura

Il Governo ha rimesso le mani sulla Rai e sta riniziando a fare opera di censura su tutte le voci fuori dal coro che non si rassegnano ad una informazione sbagliata, superficiale e imbrigliata nelle regole dettate da chi ha solo convenienza a far sapere solo ciò che gli è utile.
L'obbiettivo è il solito: Michele Santoro, che conduce il programma di informazione Annozero su Rai Due.
Santoro era già stato cacciato dalla Rai con il cosiddetto "Editto Bulgaro", in cui Berlusconi, appena diventato presidente, aveva chiesto esplicitamente alla Rai di rimuovere dal palinsesto Michele Santoro (tornato alla Rai solo dall'inizio della scorsa legislatura), Daniele Luttazzi (mai tornato alla Rai) ed enzo Biagi (tornato prima della sua morte all'azienda pubblica).
Dopo precise espressioni politiche, la dirigenza Rai ha rimosso da Annozero Vauro Senesi, celebre vignettista, poichè secondo la stessa le vignette della scorsa puntata (riguardante il terremoto in abruzzo) erano offensive nei confronti dei parenti dei morti nel terremoto.
La dirigenza si è espressa sulla scorsa puntata ravvisando uno squilibrio sulla correttezza dell'informazione fornita ai telespettatori; in particolare ci si riferiva al collegamento in studio da l'Aquila.
La stessa Rai ha proposto una puntata di riparazione di Annozero per risolvere il problema delle "pesanti accuse alla protezione civile"; le presunte accuse, come già verificato, sono tutte reali e non si può discutere ciò che è reale.
Chi scrive si dissocia dal parere della dirigenza Rai e dell'attuale Governo; ho visto tutta la puntata di Annozero e non vedo gli sbilanciamenti che ravvisano certi politici e certi dirigenti.
Non è la prima volta che a Santoro sono indirizzate accuse di parzialità della sua trasmissione, ma sono tutte cadute in seguito a controlli accurati o durante processi.
Questo controllo imposto a Santoro non è altro che un tentativo (reiterato) di censurare l'unico che fa vera informazione in Italia.
CHI È AL GOVERNO STA FACENDO UN NUOVO TENTATIVO PER TOGLIERCI UNA DELLE COSE PIÙ IMPORTANTI CHE ABBIAMO: LA LIBERTÀ DI SAPERE CIÒ CHE ACCADE.

15 aprile 2009
Chi è Impregilo?

Ci sono molte cose che si potrebbero dire a proposito del terremoto in Abruzzo, per questo ho deciso di dedicare un post a una delle aziende che è responsabile della strage.
La Impregilo s.p.a. è da considerarsi una delle aziende responsabili dei crolli.
Impregilo è una grande azienda edilizia italiana che ha ricevuto in passato e riceve anche ora molti appalti, tanto che quando è presente in una gara d'appalto riceve quasi sicuramente l'appalto in questione. Il problema però è un altro.
A l'Aquila Impregilo ha lavorato negli ultimi anni, non solo costruendo case, ma realizzando il nuovo ospedale in sostituzione del vecchio, che non possedeva più gli spazi necessari per consentire la fruibilità di un adeguato servizio sanitario.
Bene, il nuovo ospedale edificato da Impregilo è attualmente inagibile al 90%; il vecchio ospedale invece è rimasto quasi illeso dal terremoto.
Dopo gli ultimi accertamenti si è scoperto che la struttura dell'ospedale era costruita con materiali del tutto inadeguati non solo per le zone sismiche, ma anche per le zone a basso rischio, perchè il cemento utilizzato era composto di sabbia marina. La sabbia marina essendo carica di sale ha corroso lentamente lo scheletro in ferro dell'edificio, rendendolo molto vulnerabile. Poi c'è da dire che la miscela del cemento era comunque sbagliata, infatti la sabbia era troppa rispetto alla quantità di cemento; insomma, il cemento si sbriciolava.
È così bastato poco a fare crollare miseramente l'ospedale e gli edifici costruiti con lo stesso cemento "truccato".
Oltre al danno la beffa, perchè se si controllano i dati dell'ospedale si scopre che l'ospedale non è mai stato a norma con il catasto (era quasi abusivo), non era in regola con le discipline in materia di igiene e sicurezza e non aveva l'agibilità.
Impregilo ha però smentito di aver costruito l'ospedale e ha dichiarato di avere lavorato solo alle rifiniture finale, quando invece sul suo sito fino a poche ore fa era disponibile un origetto dettagliato sulla costruzione dell'ospedale e nella sezione "buisness units" Impregilo si vantava della costruzione del medesimo ospedale.
Fa paura pensare che Impregilo ha costruito la tratta Tav Bologna-Firenze, che come dimostrato da "Exit" su La7 è tutto meno che sicura, e alla stessa azienda sono state affidate la riqualificazione della Autostrada Salerno-Reggio Calabria e la costruzione del Ponte sullo Stesso di Messina, il più grande ponte a campata unica al mondo sopra la faglia sismica più pericolosa d'Italia. Alla Impregilo era stato anche affidato lo smaltimento dei rifiuti campani con la creazione delle eco-balle e abbiamo tutti visto che risvolti ha avuto anche quella situazione.
Chi è il vero reponsabile?
SOCIETA'
8 aprile 2009
"Informazione"

Non c'è bisogno di ripetere quello che è accaduto questo e che sta accadendo in Abruzzo in questi giorni e non mi sembra sia necessario approfondire su questo argomento. Chiedo comunque a quei pochi (e vi ringrazio) che leggono questo blog di aiutare con dei piccoli gesti e delle piccole donazioni chi sta lavorando nella zona del terremoto, seguendo le indicazioni a fine articolo.

Mi sembra però prima di tutto giusto, soprattutto nei confronti degli abruzzesi, fare una piccola osservazione su come sta venendo condotta "l'informazione" ai cittadini sul terremoto da parte dei telegiornali e dai programmi di approfondimento.
A cosa servono 2 o 3 giornalisti con 3 o 4 cameramen per ogni testata giornalistica a L'Aquila? Viene spontaneo da chiedersi perchè venga dispiegata una così grande "flotta" di giornalisti (anche decine per una unica azienda) che in Abruzzo sono solo di impiccio per chi cerca di effettuare i salvataggi e per chi cerca di mettere in sicurezza la città. Basta infatti vedere un servizio in tv sul terremoto con un collegamento in diretta; dopo pochi minuti dall'inizio del collegamento il giornalista deve spostarsi per non intralciare i lavori, e questo si ripete più volte. Perchè mettere in difficoltà volontari che cercano solamente di aiutare gente bisognosa di aiuto e che provano a controllare che nelle macerie non ci siano persone ancora disperse? Valutate voi.
La seconda cosa che mi ha fatto molto arrabbiare è che i telegiornali e i media in generale non stanno facendo altro che sfruttare questo evento catastrofico per ottenere ascolti. Ne è la prova certa il video linkato all'immagine qui sopra. I tg dovrebbero informare e non possono permettersi di utilizzare il terremoto in abruzzo per avere un maggiore share. Cosa vuol dire quando un tg ha molti ascolti? Che parla solo di cose che piacciono? Chi scrive pensa che i telegiornali debbano parlare di tutto ciò che accade veramente e non di gossip o di casi televisivi atti solo a fare ascolti.

Vi lascio qualche indirizzo e indicazione per effettuare donazioni e dare aiuto ai terremotati e mi raccomando: siamo una Italia unica e dobbiamo aiutarci quando in difficoltà.

- Croce Rossa Italiana
- Protezione Civile
- Contributo con il Corriere della Sera
Dona con Media Friends
- Sottoscrizione "Il Centro" per i terremotati
- Raccolta fondi su Libero.it
- Raccolta Fondi caritas
- Raccolta Fondi Anpas
- Iniziativa Regione Abruzzo
- Altre iniziative
- Gruppi su FaceBook

politica interna
30 marzo 2009
Nasce il PDL


Nasce il Popolo della Libertà, il partito nato per idea di Silvio Berlusconi dal predellino di un'auto, dall'unione di Forza Italia, Alleanza Nazionale ed altri piccoli partiti.
IL pdl nasce in un periodo di difficoltà, in cui la crisi economica ci investe in pieno, in cui i posti di lavoro diminuiscono e in cui le famiglie non arrivano a fine mese.
Proprio in questo periodo in cui la gente avrebbe bisogno di una mossa vera delle istituzioni, di cosa si occupa il Presidente del Consiglio? Di fondare un partito. Anzi, mi correggo, si occupa di aumentare il suo potere.
Infatti Berlusconi uccidendo An e fondando il Pdl ha messo sotto il suo controllo più diretto anche le ali più dissidenti dei suoi alleati, soffocandole in un terribile abbraccio.
Sbaglia chi dice che il Pdl è una espansione di Forza Italia, perchè il Pdl è una propaggine di Berlusconi; ora che il suo più grande alleato e lui stesso non deve più preoccuparsi di guidare la sua maggioranza, ma può occuparsi della campagna elettorale, dei rapporti con la lega, di fare le leggi per se... insomma ora ha campo libero.
Berlusconi, unendo An al Pdl, ha cancellato l'identità scomoda di quel partito che è quella post-fascista.
Non va mai dimenticato: per quanto moderato sia Fini l'Msi da cui ha origine An è nato dalle ceneri moderate del Fascismo.
Berlusconi così ci ha guadagnato un'altra volta, facendo avvicinare le fasce moderate spaventate da An e mantenendo la fascia di voti "An fino al midollo".
Bel lavoro Presidente...


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permalink | inviato da Giogclip il 30/3/2009 alle 17:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
20 marzo 2009
Viva la Mussolini!




Un articolo come questo non mi sarei mai aspettato di poterlo scrivere.
In questi giorni 101 deputati del Pdl capeggiati da Alessandra Mussolini hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio Berlusconi per indicare il loro forte dissenso sulla norma "denuncia clandestini".
Questa norma, introdotta al Senato, rendeva possibile ai medici denunciare tutti i pazienti clandestini, cosa impedita dalla legge. Alessandra Mussolini, che ricordiamo è laureata in medicina e chirurgia e presiede la commissione parlamentare Infanzia, ha espresso chiaramente che tale norma viola il diritto alla salute, innegabile anche ai clandestini, e che quindi era inaccettabile. Per questo, la Mussolini, chiedeva di poter votare contro a tale norma con chi daccordo con lei e chiedeva dunque al Governo di non porre la fiducia su tale norma, per evitare altre conseguenze.
Inizialmente il Pdl non aveva supportato i 101 "ribelli" contro la "denuncia clandestini", ma poi Berlusconi si era detto contrario a tale norma e aveva chiesto alla Lega nord, principale sostenitrice di tale norma, di non fare richieste troppo grosse e quindi di non insistere sulla bontà della norma stessa.
Rapide erano state le repliche di Umberto Bossi, che aveva prima assicurato l'appoggio alla norma e poi aveva chiarito che con Berlusconi si stava lavorando ad un accordo.
Proprio per questo non avrei mai creduto di scrivere questo articolo.
La Mussolini, una delle sostenitrici dell'unità tra i partiti di destra e considerata facente parte di una formazione politica di "estrema destra" si è opposta ad una norma che avrebbe negato il diritto al potersi far curare ai clandestini, che avrebbero così dovuto rivolgersi a medici molto fidati o a "santoni", senza la possibilità di potersi rivolgere ad un ospedale in caso di emergenza.
Per fortuna qualcuno si è messo la mano sulla coscienza e speriamo lo facciano anche gli altri.
politica interna
11 marzo 2009
Lavori in corso.

 

Il Governo ha presentato in questi giorni il suo Piano Casa, già ventilato da tempo, che ora è completo. Il piano consiste di due parti: una parte tratta delle risorse da destinarsi all'edilizia abitativa pubblica, l'altra modifica delle norme sull'ampliamento degli immobili e sulla concessione dei permessi di costruzione.
Nel piano casa del governo vengono concesse per la costruzione delle case popolari 550 milioni di euro, che verranno ripartiti tra le regioni. Non si tratta però di nuovi fondi, ma dei fondi già stanziati dal Governo Prodi prima di cadere nel piano casa Prodi, dopo lunghe trattative tra il Ministero delle Infrastrutture, gli enti locali, le regioni e le parti sociali.
La seconda parte del piano è la più discussa e riguarda l'ampliamento degli edifici esistenti e della concessione dei permessi per tale intervento.
Viene concesso l'ampliamento di un edificio con permessi agevolati se tale ampliamento non aumenta la cubatura dell'edificio per più del 30% della cubatura originaria.
I nuovi permessi necessari consistono nella autocertificazione, sottoscritta da un perito, della correttezza dei lavori e dal conseguente permesso da parte del comune. Tale permesso diventa così molto più rapido e facile da ottenere.
C'è però molto da dire su questa ultima proposta.
Per prima cosa diventa molto più facile ottenere i permessi, ma ciò non è solo un fatto positivo; infatti essendo necessaria una semplice autocertificazione diventa più facile a chi vuole ampliare la propria abitazione far certificare dei lavori cheperò non sarebbero corretti, magari ampliando la cubatura del 35 o del 40%.
Senza contare che è possibile poi condonare ciò che è stato costruito con le false certificazioni.
Per secondo, va notato che la dimensione della casa aumenta rispetto alle precedenti dimensioni della casa, quindi una casa già piccola potrà solo avere un piccolo aumento di cubatura, mentre un grossa villa avrà un forte aumento delle sue dimensioni. Senza contare che chi non ha una casa sua non può farla aumentare di volume.
Per terza cosa, bisogna valutare l'impatto visivo e ambientale degli aumenti di cubatura.
In certi luoghi di valora artistico e non, l'aumento della cubatura della casa significherà un avanzamento della casa sul territorio circostante, con le relative conseguenze. Terribile poi l'aspetto visivo delle case con aumento di cubatura. Immaginate un condominio dove i balconi sono alternativamente chiusi o no, o in delle villette a schiera alcune case totalmente diverse.
La proposta in se poteva essere buona, ma è tutto ciò che provoca è il problema.

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